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Aprire all'estero non è un atto notarile. È una scelta strutturale che produce effetti per anni.

Affianchiamo imprese e gruppi nella costituzione e nella gestione operativa delle strutture estere — dalla scelta della forma giuridica alla struttura fiscale, dalla compliance locale alla gestione del personale internazionale. Con una competenza che integra la dimensione legale, fiscale e operativa in ogni giurisdizione di presenza.

Stai aprendo o gestendo strutture operative all'estero?

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Il setup cross-border non è un adempimento burocratico. È la fondazione operativa della presenza internazionale del gruppo.

Scenario

Ogni struttura estera — filiale, subsidiary, joint venture, ufficio di rappresentanza — ha implicazioni legali, fiscali e operative che si propagano per anni. Una struttura mal costituita, una forma giuridica inadeguata, una compliance locale trascurata — sono problemi che emergono nei momenti peggiori: durante una verifica fiscale, in sede di cessione, quando si vuole uscire dal mercato. Chi costruisce bene dall’inizio risparmia il costo di ricostruire dopo.
Il problema

Quando il setup estero è trattato come un adempimento

Ogni realtà imprenditoriale con operatività estera ha già una struttura cross-border. La vera discriminante non è la sua esistenza, ma la sua qualità: progettata o improvvisata. Troppo spesso le strutture estere nascono per rispondere a un’esigenza immediata — aprire un ufficio, assumere un dipendente locale, rispondere a un cliente — senza una valutazione integrata delle implicazioni legali e fiscali. Il risultato è prevedibile: stabili organizzazioni non riconosciute, compliance locale trascurata, strutture fiscalmente inefficienti che devono essere smontate e ricostruite a caro prezzo.

Il vantaggio

Il valore di un setup strutturato fin dall'inizio

Un setup cross-border ben strutturato è una piattaforma operativa che dura — non un problema da correggere. La forma giuridica giusta, la struttura fiscale ottimale, i contratti operativi corretti, la compliance locale presidiata — sono le fondamenta su cui si costruisce una presenza internazionale solida e scalabile. Chi le posa correttamente dall’inizio muove più velocemente, spende meno e affronta le verifiche con una posizione molto più solida. Chi le trascura scopre i problemi quando è già tardi per correggerli senza costi significativi.

Il perimetro

Dalla costituzione alla gestione corrente: un presidio completo

Il perimetro del cross-border setup e operations è ampio — dalla costituzione delle entità estere alla struttura fiscale, dai contratti operativi alla gestione del personale internazionale, dalla compliance locale all’ottimizzazione delle strutture nel tempo. Presidiarlo con competenza richiede professionisti che conoscono il diritto locale, la fiscalità cross-border e le dinamiche operative dei mercati esteri — e sanno integrare tutte queste dimensioni in un sistema coerente.

In un mondo in continua evoluzione, dove le normative cambiano e le sfide si moltiplicano, trasformiamo le diverse complessità in opportunità.

Con visione, competenza e strategia, ti affianchiamo per costruire certezze, tutelare il tuo business e aprire la strada ad una crescita sostenibile.

“Il momento più costoso dell’internazionalizzazione non è l’ingresso nel mercato — è la ristrutturazione di ciò che è stato fatto male all’inizio. Un setup cross-border ben costruito non è un costo: è un investimento che si ripaga ogni anno di operatività.”

Antonio Sibilia

Presidente Astralex

Dalla costituzione dell'entità estera alla gestione operativa corrente. Un presidio integrato per ogni dimensione del cross-border.

Cosa facciamo

Ogni intervento parte dall’analisi di ciò che esiste. Non applichiamo soluzioni preconfezionate — costruiamo risposte sulla geometria specifica del cliente. Perché ogni struttura cross-border ha una sua logica interna, una storia, un equilibrio che va compreso prima di essere ottimizzato. Il nostro metodo inizia sempre dall’ascolto, prima ancora che dalla tecnica.
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Costituzione di entità estere e setup operativo

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La costituzione di un'entità estera — società di capitali, filiale, ufficio di rappresentanza — è un atto che produce effetti legali, fiscali e operativi per anni. La scelta della forma giuridica, la redazione dell'atto costitutivo e dello statuto, la strutturazione della governance locale — sono decisioni che vanno prese con una visione di lungo periodo, non in risposta a un'urgenza operativa.

Gestiamo l'intera filiera della costituzione di entità estere: scelta della forma giuridica ottimale nella giurisdizione di destinazione, predisposizione della documentazione costitutiva, apertura dei conti bancari locali, ottenimento delle autorizzazioni e delle licenze operative, impostazione della governance e delle deleghe locali. Con un coordinamento diretto con i nostri partner locali nelle principali giurisdizioni mondiali — per garantire che ogni aspetto sia gestito da professionisti che conoscono il diritto locale.

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Struttura fiscale del setup cross-border

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La struttura fiscale di un'entità estera determina il profilo di tassazione del gruppo, la gestione dei flussi infragruppo e la sostenibilità dell'operazione nel lungo periodo. Una struttura mal progettata genera doppia imposizione, inefficienze fiscali e rischi di stabile organizzazione che emergono nelle sedi più scomode. Le principali dimensioni che presidiamo:

  • Scelta del regime fiscale nella giurisdizione di destinazione: corporate tax, regimi agevolati, patent box locali
  • Strutturazione dei flussi di capitale: apporti, finanziamenti infragruppo, politica dividendi
  • Gestione della stabile organizzazione: riconoscimento, attribuzione dei profitti, obblighi dichiarativi
  • Transfer pricing: policy infragruppo, documentazione locale, benchmark
  • Utilizzo dei trattati contro la doppia imposizione: withholding tax, beneficiario effettivo
  • CFC rules: applicazione della normativa italiana sulle società estere controllate

Per ciascuna costruiamo la struttura ottimale — con una visione che integra la dimensione fiscale italiana e quella della giurisdizione estera, evitando le inefficienze che nascono dalla gestione separata delle due dimensioni.

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Contratti operativi internazionali

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I contratti che regolano i rapporti tra la casa madre e le entità estere — contratti di servizio, accordi di licenza, contratti di distribuzione, accordi di fornitura — sono il perimetro legale e fiscale dell'operatività cross-border. Un contratto mal redatto crea inefficienze fiscali, rischi di stabile organizzazione e conflitti che emergono nei momenti peggiori.

Progettiamo e gestiamo i contratti operativi internazionali del gruppo: contratti di servizi infragruppo con pricing arm's length, accordi di licenza IP tra entità del gruppo, contratti di distribuzione e agenzia internazionale, accordi di cost sharing, service level agreement tra entità del gruppo. Con un'attenzione particolare alla coerenza tra la struttura contrattuale e la politica di transfer pricing — perché le due dimensioni sono inseparabili.

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Gestione del personale nelle operazioni estere

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La gestione del personale nelle operazioni estere — assunzioni locali, distacchi internazionali, gestione dei dirigenti espatriati — è una delle dimensioni più complesse del cross-border. Ogni paese ha il suo diritto del lavoro, il suo sistema previdenziale e il suo regime fiscale per i redditi da lavoro. Una gestione non strutturata espone l'impresa a rischi di compliance locale e a costi previdenziali evitabili.

Affianchiamo le imprese nella gestione del personale internazionale: strutturazione dei contratti di lavoro locali, gestione dei distacchi internazionali e degli accordi di secondment, ottimizzazione del trattamento fiscale e previdenziale degli espatriati, compliance con la normativa locale sul lavoro, gestione dei piani di incentivazione per il management locale. Con un coordinamento diretto con i nostri partner locali nelle giurisdizioni di operatività.

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Compliance operativa locale e adempimenti periodici

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La compliance operativa locale — adempimenti fiscali periodici, obblighi contabili, dichiarazioni, rapporti con le autorità locali — è la dimensione più operativa e più spesso trascurata del cross-border. Un adempimento mancato in una giurisdizione estera può avere conseguenze significative — sanzioni, perdita di licenze, blocco dell'operatività — che emergono sempre nei momenti peggiori.

Gestiamo la compliance operativa locale per le entità estere del gruppo: adempimenti fiscali e contabili periodici, dichiarazioni locali, rapporti con le autorità fiscali e amministrative, gestione delle scadenze e delle verifiche locali. Con un sistema di monitoraggio centralizzato che garantisce la coerenza tra le entità del gruppo e la segnalazione proattiva di variazioni normative rilevanti nelle giurisdizioni di operatività.

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Ottimizzazione e razionalizzazione delle strutture estere

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Le strutture estere che sono state costituite in momenti diversi, per esigenze diverse e senza una visione d'insieme spesso presentano inefficienze significative — sovrapposizioni operative, strutture fiscali non ottimali, entità che non servono più la strategia del gruppo. Una razionalizzazione periodica delle strutture cross-border è uno degli interventi a più alto ritorno per i gruppi con presenza internazionale consolidata.

Affianchiamo i gruppi nell'ottimizzazione e nella razionalizzazione delle strutture estere: audit delle entità esistenti, identificazione delle inefficienze operative e fiscali, progettazione della struttura ottimale, liquidazione o fusione delle entità non più necessarie, ristrutturazione delle entità che devono essere riorganizzate. Con una regia unica che coordina la dimensione legale, fiscale e operativa in tutte le giurisdizioni coinvolte.

Tre fasi. Un'unica regia.
Nessun modello standard.

Il nostro metodo

Diagnosi

Partiamo sempre da una mappatura completa delle strutture esistenti — entità, contratti, compliance, flussi fiscali. Non da checklist preconfezionate. Ogni gruppo ha una sua storia cross-border, con scelte fatte in momenti diversi e per ragioni diverse. La diagnosi è il momento in cui capiamo cosa c’è, cosa funziona e dove sono le inefficienze prima di proporre qualsiasi soluzione.

Progettazione

Costruiamo la struttura cross-border su misura, con attenzione alla tenuta nel tempo e alla coerenza tra tutte le giurisdizioni. La struttura ottimale è quella che funziona oggi, si adatta alla crescita del gruppo e non crea frizioni tra le diverse dimensioni operative e fiscali.

Ogni soluzione viene documentata, motivata e presentata con chiarezza — non come schema teorico, ma come piano operativo con implicazioni concrete per ogni entità del gruppo.

Presidio

Seguiamo l’implementazione in prima persona e manteniamo le strutture aggiornate nel tempo. Le normative cambiano, le strutture del gruppo evolvono, le esigenze operative si trasformano. Il nostro ruolo non finisce con la costituzione dell’entità: continua finché il cliente ne ha bisogno.

Un solo interlocutore.
Tutta la complessità.

Per chi lavoriamo

Il cross-border non si gestisce con un avvocato locale per ogni paese e un fiscalista italiano che non conosce le giurisdizioni estere. Si gestisce con un advisor che vede l’intera struttura del gruppo, conosce ogni sua dimensione e sa dove intervenire senza creare frizioni altrove. Lavoriamo con imprese e gruppi che hanno operatività internazionale e hanno bisogno di una regia unica che coordini tutte le giurisdizioni di presenza
Imprese che aprono la prima struttura estera

Imprese che aprono la prima struttura estera

Chi apre per la prima volta un ufficio, una filiale o una subsidiary all'estero e ha bisogno di una guida che copra tutte le dimensioni — forma giuridica, struttura fiscale, governance, compliance locale.

Gruppi con strutture estere da ottimizzare

Gruppi con strutture estere da ottimizzare

Chi ha già entità estere costituite in momenti diversi e senza una visione d'insieme e vuole razionalizzare la struttura — eliminare le inefficienze fiscali, semplificare la governance, ridurre i costi di compliance.

Imprese con personale internazionale

Imprese con personale internazionale

Chi gestisce distacchi internazionali, espatriati o personale assunto localmente in più paesi e ha bisogno di un presidio integrato che copra la dimensione giuslavoristica, fiscale e previdenziale in ogni giurisdizione.

Gruppi che si espandono in nuovi mercati

Gruppi che si espandono in nuovi mercati

Chi sta aprendo in nuovi mercati — emergenti o consolidati — e ha bisogno di un setup operativo corretto fin dall'inizio, con una struttura fiscale ottimale e una compliance locale presidiata.

Imprese che razionalizzano la presenza estera

Imprese che razionalizzano la presenza estera

Chi vuole ridurre il numero di entità estere, consolidare la presenza in alcuni mercati o uscire da giurisdizioni non più strategiche — con una gestione corretta di liquidazioni, fusioni e trasferimenti di attività.

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Domande Frequenti

Quando un dipendente che lavora all'estero per conto dell'impresa crea una stabile organizzazione?

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Un dipendente che opera stabilmente all'estero per conto dell'impresa — concludendo contratti, gestendo clienti, esercitando poteri di rappresentanza — può configurare una stabile organizzazione nel paese di operatività, con conseguente obbligo di tassazione locale sui profitti attribuibili. La valutazione dipende dalla natura dell'attività svolta, dalla durata della presenza e dalle disposizioni del trattato fiscale applicabile.

Qual è la differenza tra distacco internazionale e assunzione locale?

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Il distacco internazionale mantiene il dipendente nel perimetro del contratto di lavoro italiano, con la casa madre che sostiene i costi e gestisce la relazione lavorativa. L'assunzione locale crea un nuovo rapporto di lavoro disciplinato dal diritto del paese di destinazione. La scelta dipende dalla durata prevista, dal regime fiscale e previdenziale applicabile e dalle esigenze di gestione HR del gruppo.

Come si gestisce la compliance fiscale di un'entità estera dal punto di vista italiano?

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Dal punto di vista italiano, le entità estere controllate sono soggette alla normativa CFC — che può prevedere la tassazione in Italia dei redditi prodotti dalla controllata estera, anche se non distribuiti, quando ricorrono determinate condizioni. La gestione corretta richiede un monitoraggio continuo della posizione CFC di ogni entità estera e una struttura che permetta di documentare l'esercizio effettivo di un'attività economica locale.

Quanto costa mantenere una subsidiary estera e quando conviene liquidarla?

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I costi di mantenimento di una subsidiary estera — compliance locale, revisione contabile, adempimenti fiscali, gestione amministrativa — variano significativamente per giurisdizione. Quando l'entità non genera più valore operativo sufficiente a giustificare questi costi, la liquidazione è spesso la scelta più efficiente. Ma una liquidazione mal gestita può generare costi fiscali significativi — exit tax, realizzo di plusvalenze, obblighi residui — che vanno valutati prima di procedere.

È possibile trasferire attività e contratti da un'entità estera a un'altra senza conseguenze fiscali?

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Il trasferimento di attività, funzioni e rischi tra entità dello stesso gruppo ha sempre implicazioni fiscali — exit tax, transfer pricing, eventuali imposte locali sui trasferimenti. In alcuni casi è possibile strutturare il trasferimento in regime di neutralità fiscale, ma richiede una pianificazione accurata e una documentazione precisa. È uno degli interventi più tecnici del cross-border e uno di quelli con maggiore impatto fiscale se mal gestito.

Parliamo delle tue strutture
operative internazionali.

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Ogni struttura cross-border ha margini di ottimizzazione — fiscale, operativa e di governance. Il primo passo è capire dove sei e dove potresti essere più efficiente — senza impegno, senza formule preconfezionate.
La call conoscitiva è gratuita. In 30 minuti valutiamo insieme la tua situazione e ti diciamo con chiarezza se e come possiamo aiutarti.

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